In Italia si osserva una crescente diffusione di installazioni composte da più pennoni affiancati in spazi aperti. Università private, parchi aziendali, complessi direzionali, aree fieristiche e piazze urbane ospitano sempre più frequentemente gruppi da tre a cinque aste, arrivando anche a 20 aste, là dove il carattere del posto vuole esprimere internazionalità.
Il risultato visivo è una presenza cromatica ordinata e riconoscibile, capace di strutturare lo spazio e di comunicare un’identità precisa. Queste installazioni non rispondono esclusivamente a una funzione ornamentale, ma svolgono un ruolo rappresentativo e segnaletico, contribuendo alla definizione visiva del luogo.
Il movimento continuo delle bandiere, determinato dall’azione del vento, introduce un elemento dinamico nello spazio costruito. Questo aspetto differenzia i pennoni da altri elementi di arredo urbano statici, come sculture o installazioni artistiche permanenti. La presenza simultanea di più vessilli rafforza la percezione di ordine, appartenenza e continuità, soprattutto in contesti a forte vocazione istituzionale o aziendale.
Perché i gruppi di pennoni conquistano gli spazi aperti
L’adozione di gruppi di pennoni è particolarmente evidente nei campus universitari privati. In questi contesti vengono spesso esposte la bandiera italiana, quella europea, eventuali bandiere regionali e vessilli con il logo dell’istituzione. La disposizione ordinata delle aste contribuisce a creare un ingresso riconoscibile e a trasmettere un messaggio di apertura e accoglienza.
Analogamente, nei parchi aziendali il tricolore è solitamente collocato in posizione centrale, affiancato da bandiere societarie o di gruppo, con l’obiettivo di marcare la presenza dell’azienda sul territorio e rafforzarne l’identità visiva.
Anche le piazze di recente progettazione o riqualificazione adottano questa soluzione.
Gruppi di pennoni vengono inseriti in rotatorie, aiuole centrali o spazi pedonali ampi, dove svolgono una funzione di orientamento visivo. Il movimento sincronizzato dei drappi, soprattutto in presenza di vento costante, crea un effetto percettivo che attira l’attenzione e invita all’osservazione.
Dal punto di vista economico, l’installazione di più pennoni comporta costi generalmente inferiori rispetto a opere monumentali complesse, pur garantendo una presenza permanente e riconoscibile. Questo rapporto tra investimento e impatto visivo contribuisce alla loro diffusione, soprattutto in ambito privato.
Illuminazione e manutenzione per una durata nel tempo
L’integrazione di sistemi di illuminazione rappresenta un ulteriore elemento di valorizzazione. L’uso di proiettori LED orientati verso i drappi o la collocazione dei pennoni in prossimità di lampioni consente la visibilità delle bandiere anche nelle ore serali e notturne. L’illuminazione controllata rende leggibili loghi e simboli, migliorando la percezione complessiva dell’installazione.
In contesti come campus universitari o parchi aziendali con attività serali o notturne, la presenza di bandiere illuminate contribuisce alla continuità visiva dello spazio e ne rafforza il ruolo di punto di riferimento. In alcune piazze urbane, gruppi di pennoni illuminati sono diventati elementi riconoscibili del paesaggio cittadino, frequentemente fotografati e condivisi.
La manutenzione necessaria per preservare l’aspetto dell’installazione è relativamente semplice. Le operazioni standard comprendono il controllo periodico delle basi, del sistema di fissaggio e del cordame, generalmente con cadenza semestrale, oltre al lavaggio o alla sostituzione stagionale dei drappi. Una manutenzione regolare consente di mantenere l’impianto in condizioni funzionali ed estetiche adeguate per diversi anni.
Progettazione e regole per l’armonia visiva
La progettazione riveste un ruolo centrale nella riuscita di un gruppo di pennoni. Ogni asta deve disporre di uno spazio sufficiente per consentire il libero movimento della bandiera senza interferenze. La distanza consigliata tra le basi è generalmente compresa tra i tre e i quattro metri, valore che riduce il rischio di collisioni tra i drappi in condizioni di vento.
L’utilizzo di altezze differenziate contribuisce alla creazione di profondità visiva. Una configurazione comune prevede un pennone centrale di circa sette metri destinato al tricolore, affiancato da aste laterali di cinque o sei metri per le altre bandiere. Questa gerarchia dimensionale consente di evidenziare il vessillo principale senza compromettere l’equilibrio complessivo.
Le basi possono essere indipendenti oppure integrate in strutture comuni in cemento o acciaio, soluzione che consente di razionalizzare lo spazio e ridurre l’impatto sulle aree verdi.
Nei contesti privati, il rispetto delle regole protocollari è spesso adattato alle esigenze funzionali, mantenendo tuttavia criteri di ordine e simmetria. Il Tricolore occupa una posizione di rilievo, mentre le altre bandiere sono realizzate con materiali e dimensioni coerenti tra loro.
Queste regole, derivate da normative e consuetudini consolidate, contribuiscono a evitare disposizioni casuali e a garantire un risultato leggibile e conforme.
Esperienze italiane su scala medio-grande
In Italia operano aziende specializzate nella progettazione e fornitura di installazioni multiple di pennoni. Realtà come Gallo Aldo, attive da anni nel settore, gestiscono interventi per contesti aziendali e istituzionali, fornendo soluzioni coordinate e complete.
Questi progetti contribuiscono a trasformare campus, parchi e spazi direzionali in luoghi riconoscibili, dotati di una chiara identità visiva e di una presenza simbolica stabile.
Cristina Fera, anima creativa di Fera Design Lab, racconta: “Ogni spazio oggi non è più un semplice contenitore, ma un’esperienza sensoriale e comunicativa. Le bandiere, spesso sottovalutate, diventano qui strumenti di narrazione visiva e strategia di marketing: guidano lo sguardo, definiscono percorsi, enfatizzano i valori del brand. Nel mio lavoro di concept design e allestimenti fieristici, integro estetica, tecnologia e storytelling per trasformare fiere e showroom in ambienti immersivi, dove ogni elemento – dalle strutture architettoniche agli oggetti più minuti – racconta una storia coerente e coinvolgente. Con il supporto di 3D modeling e rendering, ogni progetto prende forma in anticipo, permettendo di ottimizzare la disposizione delle bandiere e degli altri elementi visivi per massimizzare impatto ed engagement. Il mio approccio combina creatività, strategia e funzionalità, creando spazi in cui l’osservatore non si limita a guardare, ma vive un’esperienza emozionale completa, percependo il brand attraverso ogni gesto, colore e movimento. Credo fermamente che le bandiere non siano solo segnaletica, ma veicoli di identità, strumenti capaci di elevare l’allestimento da esposizione a esperienza memorabile.”